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martedì 8 giugno 2010

PER CHI SUONA TROPPO FORTE LA CAMPANA?

Chi scrive è un cristiano, credente, molto credente. Non praticante perché sono convinto che la Chiesa sia una istituzione politica ed economica e non abbia niente a che fare con la religione. Non vado mai in chiesa. Sono stato battezzato per volere dei miei genitori ma si narra di un mio pianto incessante durante tutta le cerimonia.
Vivo in Via Garibaldi ma le finestre della mia abitazione affacciano sul retro dove non ci sono palazzi ma un grande spazio aperto che si estende sino alle colline livornesi interrotto da un campanile bruttino: il campanile della chiesa di S. Andrea, a Livorno.
Come molti, pur non essendo propriamente un viveur, dopo una settimana di durissimo lavoro, il sabato sera mi concedo una serata di riposo e di svago che può finire anche tardi. La domenica mattina, del resto, è fatta per riposare e per dormire oltre la barriera della consueta sveglia. Questo, ahimè, non è possibile. Il parroco di quella chiesa, infatti, fa suonare ad orari improponibili (le 8:00 e poi alle 8:30, alle 9:00, etc,) le campane di quel campanile ad un volume terrificante e per molti minuti intonando addirittura dei motivetti insopportabili che in questa stagione di finestre aperte per il caldo, diventano incompatibili con il riposo.
Ed è lì che la mia fede granitica viene messa a durissima prova perché l'imprecazione viene quasi istintiva. Resisto. Penso al meccanismo mentale che impedisce a quel parroco di capire quanto sia inopportuna e fastidiosa quella pratica e mi spavento. Come si fa a non accorgersi del fatto che invitare i fedeli alla messa con quel suono violento rappresenta una metafora dell'impostazione cattolica, un simbolo dell'ingerenza che continuamente chi vive in questo paese è costretto a subire da parte della chiesa? Se vuoi abortire, se vuoi divorziare, se vuoi fare testamento biologico, se se gay, lesbica o trans e ti vuoi legare giuridicamente al tuo o alla tua partner, se vuoi avere accesso alla fecondazione assistita, se vuoi respirare... se vuoi dormire la domenica mattina ti trovi di fronte l'ostacolo insormontabile: la chiesa cattolica, che ti impedisce o comunque ti rende difficile tutto questo.
Nonostante la mia professione mi renda particolarmente semplice la possibilità di adire qualsiasi autorità giudiziaria per inibire, una volta stabilito che quel suono supera i limiti della normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c., tale comportamento, ritengo sia più utile, per il momento, tentare cristianamente di convertire chi dirige quella chiesa al cristianesimo. Immagino che quel prete, ogni tanto, dorma. Ebbene si immagini, quel prete, se proprio nel momento più bello del sonno ad un certo punto mi presentassi sotto le sue finestre con l'impianto stereo più coatto di Livorno (e non sarebbe difficile trovarne uno) costituito da miliardi di tweeter e subwoofer e ogni mezz'ora facessi suonare un brano di musica dei Rolling Stones. Egli proverebbe un tale fastidio da ricorrere immediatamente all'autorità giudiziaria per inibire questo mio comportamento. Ma Gesù disse “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Quel prete non vorrebbe la litania degli Stones ad alto volume e dunque dovrebbe capire che quel suono assurdo di campane a quel volume non è molto cristiano soprattutto se si vuole applicare un altro insegnamento del figlio di Dio “ama il prossimo tuo come te stesso”. Se mi ama, gentilissimo prete di S. Andrea, abbassi il volume delle campane e si senta molto più cristiano e molto più vicino a Dio per questo suo gesto di misericordia. Tanto chi deve venire a messa non ha bisogno del richiamo della Jungla per ricordarselo e chi non ci vuole venire non solo non viene ma è indotto nel peccato mortale della bestemmia a panino (farcita) che tanto male fa a me e a lei.
Resta inteso che, in caso contrario, decorsi inutilmente gg. 15 dalla presente, adirò senza ulteriore avviso le competenti autorità giudiziarie per la miglior tutela dei miei diritti con inevitabile aggravio di spese a Suo esclusivo carico. Amen.

Marco Guercio

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Marco Guercio, 40 anni, Avvocato. Una vera passione per il diritto e per la politica. In questo blog le sue riflessioni, le sue ricerche, i suoi approfondimenti.
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