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lunedì 29 agosto 2011
Riduzione delle Istituzioni e della democrazia: la Lega ci riprova.
Provate ad immaginare qualcuno che se la prende con la forchetta perché la pasta è scotta o che prende a pugni la sua auto perché c'è traffico. Pensereste certamente a dei pazzi, a persone squilibrate, senza senno. Adesso provate a pensare a quelli che se la prendono con le istituzioni perché l'economia è al tracollo. Qual'è l'attinenza? Attenzione, io non ho parlato dei politici, delle persone che materialmente prendono delle decisioni sciagurate ma delle istituzioni, dell'organizzazione dello stato. Se qualcuno se la prende con Berlusconi o con Tremonti, con Bersani o con Casini va bene. Il problema nasce quando attraverso un meccanismo mentale tutto da analizzare, ce la prendiamo con il Parlamento. Non con i parlamentari ma con l'istituzione in sé. A ben vedere non esiste alcun legame logico tra la qualità dei componenti di un assemblea o di un consiglio e la sua necessità. Se un consiglio di amministrazione di una società produce dei dissesti finanziari è evidente che gli azionisti penseranno ad una sostituzione dei consiglieri e dell'amministratore delegato e non ad una sua eliminazione o ad una sua riduzione. Se un Comune produce dei disavanzi nessuno pensa ad eliminarlo. In Italia, invece, da alcuni anni a questa parte, il popolo, sconnesso, sempre meno colto, sempre meno preparato, sempre più incline alle lamentele e sempre meno alle rivendicazioni, pare rivolgere alla politica questa domanda di riduzione che non è, si badi bene, una riduzione dei suoi costi ma una riduzione tout court, un dimezzamento di sé stessa. L'Italia va male? Dobbiamo ridurre il numero dei parlamentari. Questa non è una risposta né un taglio. Questa è l'anticamera della scomparsa della democrazia. Si, perché il parlamento è esattamente il centro della vita democratica di questo paese, l'unico organo, in teoria, eletto direttamente dai cittadini. In teoria perché nella pratica, ed è questo il vero problema, i parlamentari sono eletti dei capi delle coalizioni che compongono delle liste bloccate che i cittadini devono sorbirsi senza poter scegliere i propri rappresentanti. Non è un caso che la legge elettorale che ha dato origine a questo scempio è stata partorita dall'On. Calderoli il quale oggi propugna con forza proprio il dimezzamento dei parlamentari, ed il cui capo carismatico, On. Bossi ha dichiarato nei giorni scorsi che l'Italia è ormai al capolinea e che quindi è preferibile prepararsi alla Padania. Una forza secessionista, dunque, che ha da sempre e spudoratamente inneggiato alla disgregazione dello stato nazionale, ha inventato una legge elettorale per lo Stato italiano che ha portato all'elezione di pagliacci e ballerine e quindi ad uno svuotamento del significato stesso del parlamento per poi addossare allo stesso parlamento le responsabilità del cattivo funzionamento dello Stato e per poi chiedere la devastazione ed il saccheggio della Carta Costituzionale eliminando una delle due camere e dimezzando i parlamentari. Che altro aggiungere? È logico che questi soggetti prima radano al suolo le nostre istituzioni da dentro e poi pretendano di addossare a queste la responsabilità della crisi e propongano di raderle al suolo anche da fuori? Esiste un popolo italiano che davvero sente la necessità di riformare in quel senso così idiota le nostre istituzioni? E si presti la massima attenzione alla circostanza che la Lega Nord ha provato più volte a modificare la Carta Costituzionale in questo senso addirittura con un progetto di revisione costituzionale nel 2006 naufragato grazie all'esito del referendum e quindi grazie alla manifesta volontà contraria del popolo italiano. E' per questo che si cavalca il malumore, il sentimento di odio per la “casta” che pericolosamente aleggia in questo periodo nel nostro paese per riproporre quella riforma condizionando l'elettorato.
Quello stesso partito "straniero" che prima ammassa migliaia di migranti a Lampedusa e poi spaventa i cittadini alimentando intolleranza e razzismo, che si vota al Dio Odino, che vanta tra i suoi dirigenti uno come Borghezio, che inneggia alla secessione, che esprime un Ministro dell'interno che si prende i meriti del lavoro dei magistrati e vota i tagli alla giustizia in Consiglio dei Ministri per impedire che i magistrati continuino a fare al meglio il loro lavoro e che scaglia truppe d'assalto contro le popolazioni della Val di Susa, quel partito oggi cavalca il malcontento dei cittadini suggerendo un'opzione politica inutile, degradante e molto pericolosa. L'Italia avrebbe bisogno di una legge elettorale che garantisse davvero la rappresentanza per raggiungere l'obiettivo di avere un parlamento che sia la reale espressione del paese composto da uomini e donne onesti e capaci, in grado di individuare soluzioni vere per i problemi veri a prescindere dal tornaconto personale sia esso singolo o di partito o di casta o di gruppo. Ci vogliono bravi parlamentari eletti con una legge elettorale democratica e non meno parlamentari eletti dai capi delle coalizioni i quali hanno tutto l'interesse ad avere meno sudditi da controllare. In questo senso clamorosamente subdola è la posizione del PD che non ha mai davvero osteggiato questa legge elettorale, che l'ha adottata in Toscana, dove ha una maggioranza praticamente Bulgara e che oggi non si defila dalla baggianata leghista ma è possibilista e si esprime favorevolmente per una riduzione del numero dei parlamentari. Un deputato ogni centomila cittadini mi sembra davvero il minimo perché sia garantita una rappresentanza concreta in un paese democratico. Il problema non è questo, evidentemente. Il problema è che se tutti noi smettessimo di parlare di queste idiozie e cominciassimo a guardare davvero che cosa succede, per colpa di chi succede e qual'è il reale apporto di ciascun politico al corretto funzionamento delle istituzioni, verosimilmente, tutti questi oligarchi da strapazzo si vedrebbero costretti, loro malgrado, a trovarsi un onesto lavoro.
Marco Guercio
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Chi sono
- Marco Guercio
- Marco Guercio, 40 anni, Avvocato. Una vera passione per il diritto e per la politica. In questo blog le sue riflessioni, le sue ricerche, i suoi approfondimenti.
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